Sostenere l’allattamento al seno

Sostenere l’allattamento al seno

I benefici dell’allattamento al seno per il bambino, la madre, la società e il sistema sanitario sono tanti e ben documentati, tali da non dover suscitare alcun dubbio sulla necessità di proteggerlo, promuoverlo e sostenerlo. Attraverso la poppata il bambino assume nutrienti e anticorpi utili per costituire delle buone fondamenta e grazie a una corretta suzione favorisce lo sviluppo armonioso di bocca, fosse nasali, occhi e orecchie quindi dell’intero cranio; anche la mamma ne trae beneficio grazie alla conseguente secrezione ormonale che favorisce l’equilibrio post-parto. Inoltre non è da sottovalutare il legame affettivo fra madre e bambino che viene rafforzato. In alcuni casi l’allattamento al seno risulta difficoltoso o addirittura impossibile, nonostante i diversi tentativi di madri e ostetriche. Si provano diverse soluzioni e se la situazione non migliora si ricorre al latte artificiale, somministrato con biberon dotati di tettarella spesso lontana dalla forma e funzione di un capezzolo. Se non si riesce altrimenti sono ottime alternative, ma fin quanto possibile, è importante favorire ciò che la natura ci dona. Possono esistere cause meccaniche che mettono in difficoltà la coordinazione delle componenti anatomiche che partecipano alla suzione da parte del bambino, forse in seguito a un parto traumatico. Anche un problema ormonale della madre potrebbe sfavorire questo processo. Intervenire al più presto per ripristinare manualmente un buon equilibrio potrebbe essere un valido aiuto sia per il neonato sia per la mamma. È importante sostenere l’allattamento al seno: è un atto d’amore sano, intimo,...
Stop al mal di testa!

Stop al mal di testa!

Il mal di testa, o cefalea, è un malessere molto diffuso nella popolazione e per alcuni può essere molto debilitante. Esso è causato dall’alterazione dei meccanismi e dei processi fisiologici che attivano e coinvolgono strutture sensibili allo stimolo del dolore, localizzate in alcune zone della testa e del collo come muscoli, nervi, arterie e vene, tessuti sottocutanei, occhi, orecchie etc. Da un punto di vista medico esistono vari tipi di cefalea. Le forme più diffuse sono quelle cosiddette primitive o idiopatiche, cioè di cui non si conosce la causa (salvo ipotesi): sono la cefalea tensiva e l’emicrania. Una delle forme secondarie più diffusa, cioè che deriva da altre condizioni patologiche, è quella conseguente a problematiche cervicali. Da un punto di vista osteopatico le possibilità di miglioramento di situazioni croniche o comunque ricorrenti sono notevoli, sia per le cefalee primarie che secondarie. L’azione diretta sul cranio che valuta e successivamente riequilibra le strutture ossee che lo compongono, può avere effetti importanti su tutte le strutture ad esso collegate, migliorando la vascolarizzazione locale, il messaggio del sistema nervoso e la fisiologia degli organi presenti. Oltre a ciò è importante tener presente che si ragiona sempre nella globalità, quindi si osserva la persona nel suo insieme e si tratta ciò che è necessario per il ripristino di un equilibrio globale; le difficoltà dell’organismo come un bacino con limitata mobilità o un fegato congestionato, tramite collegamenti anatomici possono manifestarsi con il mal di testa. Come per ogni disturbo, anche di fronte alle cefalee è importante adattarsi alla persona che si ha di fronte, col suo vissuto e col suo presente. Ogni individuo è...
Ho una postura corretta?

Ho una postura corretta?

Spesso ci si chiede se assumiamo una postura corretta. Ma che significa? Innanzitutto è importante capire cos’è la postura: è la posizione del corpo nello spazio e la relativa relazione tra i segmenti corporei, ed è la più idonea per sostenere le normali funzioni antigravitarie con il minor dispendio energetico, sia in dinamica che in statica. La postura di un individuo è frutto del vissuto della persona stessa e viene condizionata da stress, traumi fisici ed emotivi, posizioni professionali inadeguate mantenute per diverse ore, respirazione scorretta, squilibri derivanti da un’alimentazione inadeguata e tanto altro ancora. In base a ciò si può constatare che la postura è in continuo cambiamento e per capire se la propria è corretta non bisogna confrontarsi con lo scheletro appeso nelle aule di medicina o con le immagini delle tavole anatomiche. Una spalla più alta dell’altra, un arto inferiore più ruotato dell’altro non sono indice di una postura scorretta, ma possono rientrare nella nostra normalità. Noi siamo il risultato del nostro vissuto in relazione all’ambiente e intervenire sulla propria postura può voler dire riconsiderare un vecchio trauma, liberare le tensioni accumulate in seguito a forti emozioni, migliorare gli scambi a livello cellulare o avvantaggiare il dispendio energetico. Più che chiederci se assumiamo una postura corretta, è utile domandarci se è il caso di lavorare su sé per migliorare il proprio equilibrio e se il corpo ci sta avvisando con segnali che meritano attenzione. Riconosciuta la difficoltà si potrà agire con alimentazione, attività fisica, osteopatia etc: tanti mezzi utili per ritrovare un buon equilibrio, ma è fondamentale la presa di coscienza della persona perché avvenga il...
È normale soffrire di dolori mestruali?

È normale soffrire di dolori mestruali?

Uno dei disturbi femminili più diffusi è la mestruazione dolorosa o dismenorrea caratterizzata da dolore crampiforme al basso ventre più o meno associata ad altri sintomi generali come gonfiore addominale, nausea, cefalea, mal di schiena, gambe pesanti e dolenti, cambiamenti di umore. Il processo fisiologico che sostiene il ciclo mestruale è molto complesso in quanto necessita di collaborazione e coordinazione di diverse componenti anatomiche nella loro funzione come l’utero con la sua muscolatura, vascolarizzazione e innervazione, la colonna vertebrale e il bacino per collegamenti strutturali e neurologici, il cranio che custodisce l’ipofisi, ghiandola guida del sistema ormonale. Le prostaglandine determinano la contrazione dell’utero e spiegano la sensazione di crampi all’addome nei primi giorni del ciclo. Il tutto dovrebbe avvenire in assenza di difficoltà per il sistema o comunque in maniera limitata. Una percezione dell’avvenimento e una sintomatologia associata lieve può rientrare nella normalità, ma l’eccesso che porta al dolore debilitante merita attenzione. Prima di tutto è necessario verificare se sono in corso patologie a carico degli organi genitali come cisti ovariche, endometriosi etc. rivolgendosi al proprio ginecologo. Valutata l’assenza di controindicazioni al trattamento l’osteopata può essere d’aiuto ricercando le cause che limitano il buon funzionamento del sistema nel suo insieme e porre rimedio tramite stimolazione manuale delle strutture interessate. Spesso il sintomo viene messo a tacere ricorrendo ad analgesici o mettendo a riposo le ovaie evitando il problema, ma è importante dargli ascolto riconoscendo la difficoltà che, in alcuni casi, è possibile superare permettendo alla natura di svolgere il suo compito senza...
Tutti di corsa! O quasi…

Tutti di corsa! O quasi…

Un’attività fisica sempre più diffusa tra le persone giovani e meno giovani è la corsa. Tanti sono i motivi: è un’attività economica, permette di stare all’aria aperta, non vi sono vincoli di orari (se non quelli dettati dalla luce solare ma molti si armano di luce frontale). Il numero di persone che si allenano lungo i navigli o per le strade della città, oltre che negli stadi comunali o su tapis roulant, diventa sempre più grande e lo si può riscontrare con l’elevata partecipazione alle gare podistiche organizzate nei diversi paesi. È una buona pratica sportiva perchè, tra le altre cose, riprende il nostro movimento fisiologico quotidiano: la camminata, con l’aggiunta di balzi e fasi di volo tra gli appoggi. Ma non per tutti può essere ideale ‘sopportare’ questi continui balzi in quanto sono richieste notevoli capacità di adattamento alle sollecitazioni che il corpo riceve. Ogni appoggio crea un’onda d’urto che deve essere in grado di dissiparsi tra le diverse strutture anatomiche. Se sono presenti delle restrizioni di mobilità le forze convergeranno su di esse facendo emergere il disequilibrio con conseguenti dolori o difficoltà. L’azione dell’osteopata può essere di valido aiuto a chi pratica sport in quanto, tramite il trattamento manuale, stimola il recupero di movimento delle strutture interessate al disequilibrio e quindi avvantaggia l’adattamento dell’intero sistema. Il dolore alla bendelletta ileo-tibiale o la lombalgia che possono comparire in seguito alla corsa ad esempio, sono il campanello d’allarme che il sistema emette, perché in difficoltà. Ogni parte del corpo, ogni singola cellula interviene nell’attività che svolgiamo e tutto deve essere in grado di affrontarla. La corsa è un’ ottima attività,...