Per approfondire

Articoli di Daniela Tomasetti

Per diffondere la conoscenza dell’osteopatia per qualche tempo ho scritto alcuni articoli in una rubrica per il settimanale locale ‘Ordine e Libertà’.

Li ripropongo qui di seguito con l’obiettivo di rendere chiaro il più possibile le basi su cui si fonda e le possibilità di utilizzo dell’osteopatia.

Sostenere l’allattamento al seno

I benefici dell’allattamento al seno per il bambino, la madre, la società e il sistema sanitario sono tanti e ben documentati, tali da non dover suscitare alcun dubbio sulla necessità di proteggerlo, promuoverlo e sostenerlo. Attraverso la poppata il bambino assume nutrienti e anticorpi utili per costituire delle buone fondamenta e grazie a una corretta suzione favorisce lo sviluppo armonioso di bocca, fosse nasali, occhi e orecchie quindi dell’intero cranio; anche la mamma ne trae beneficio grazie alla conseguente secrezione ormonale che favorisce l’equilibrio post-parto. Inoltre non è da sottovalutare il legame affettivo fra madre e bambino che viene rafforzato. In alcuni casi l’allattamento al seno risulta difficoltoso o addirittura impossibile, nonostante i diversi tentativi di madri e ostetriche. Si provano diverse soluzioni e se la situazione non migliora si ricorre al latte artificiale, somministrato con biberon dotati di tettarella spesso lontana dalla forma e funzione di un capezzolo. Se non si riesce altrimenti sono ottime alternative, ma fin quanto possibile, è importante favorire ciò che la natura ci dona. Possono esistere cause meccaniche che mettono in difficoltà la coordinazione delle componenti anatomiche che partecipano alla suzione da parte del bambino, forse in seguito a un parto traumatico. Anche un problema ormonale della madre potrebbe sfavorire questo processo. Intervenire al più presto per ripristinare manualmente un buon equilibrio potrebbe essere un valido aiuto sia per il neonato sia per la mamma. È importante sostenere l’allattamento al seno: è un atto d’amore sano, intimo,... read more

Stop al mal di testa!

Il mal di testa, o cefalea, è un malessere molto diffuso nella popolazione e per alcuni può essere molto debilitante. Esso è causato dall’alterazione dei meccanismi e dei processi fisiologici che attivano e coinvolgono strutture sensibili allo stimolo del dolore, localizzate in alcune zone della testa e del collo come muscoli, nervi, arterie e vene, tessuti sottocutanei, occhi, orecchie etc. Da un punto di vista medico esistono vari tipi di cefalea. Le forme più diffuse sono quelle cosiddette primitive o idiopatiche, cioè di cui non si conosce la causa (salvo ipotesi): sono la cefalea tensiva e l’emicrania. Una delle forme secondarie più diffusa, cioè che deriva da altre condizioni patologiche, è quella conseguente a problematiche cervicali. Da un punto di vista osteopatico le possibilità di miglioramento di situazioni croniche o comunque ricorrenti sono notevoli, sia per le cefalee primarie che secondarie. L’azione diretta sul cranio che valuta e successivamente riequilibra le strutture ossee che lo compongono, può avere effetti importanti su tutte le strutture ad esso collegate, migliorando la vascolarizzazione locale, il messaggio del sistema nervoso e la fisiologia degli organi presenti. Oltre a ciò è importante tener presente che si ragiona sempre nella globalità, quindi si osserva la persona nel suo insieme e si tratta ciò che è necessario per il ripristino di un equilibrio globale; le difficoltà dell’organismo come un bacino con limitata mobilità o un fegato congestionato, tramite collegamenti anatomici possono manifestarsi con il mal di testa. Come per ogni disturbo, anche di fronte alle cefalee è importante adattarsi alla persona che si ha di fronte, col suo vissuto e col suo presente. Ogni individuo è... read more

Ho una postura corretta?

Spesso ci si chiede se assumiamo una postura corretta. Ma che significa? Innanzitutto è importante capire cos’è la postura: è la posizione del corpo nello spazio e la relativa relazione tra i segmenti corporei, ed è la più idonea per sostenere le normali funzioni antigravitarie con il minor dispendio energetico, sia in dinamica che in statica. La postura di un individuo è frutto del vissuto della persona stessa e viene condizionata da stress, traumi fisici ed emotivi, posizioni professionali inadeguate mantenute per diverse ore, respirazione scorretta, squilibri derivanti da un’alimentazione inadeguata e tanto altro ancora. In base a ciò si può constatare che la postura è in continuo cambiamento e per capire se la propria è corretta non bisogna confrontarsi con lo scheletro appeso nelle aule di medicina o con le immagini delle tavole anatomiche. Una spalla più alta dell’altra, un arto inferiore più ruotato dell’altro non sono indice di una postura scorretta, ma possono rientrare nella nostra normalità. Noi siamo il risultato del nostro vissuto in relazione all’ambiente e intervenire sulla propria postura può voler dire riconsiderare un vecchio trauma, liberare le tensioni accumulate in seguito a forti emozioni, migliorare gli scambi a livello cellulare o avvantaggiare il dispendio energetico. Più che chiederci se assumiamo una postura corretta, è utile domandarci se è il caso di lavorare su sé per migliorare il proprio equilibrio e se il corpo ci sta avvisando con segnali che meritano attenzione. Riconosciuta la difficoltà si potrà agire con alimentazione, attività fisica, osteopatia etc: tanti mezzi utili per ritrovare un buon equilibrio, ma è fondamentale la presa di coscienza della persona perché avvenga il... read more

È normale soffrire di dolori mestruali?

Uno dei disturbi femminili più diffusi è la mestruazione dolorosa o dismenorrea caratterizzata da dolore crampiforme al basso ventre più o meno associata ad altri sintomi generali come gonfiore addominale, nausea, cefalea, mal di schiena, gambe pesanti e dolenti, cambiamenti di umore. Il processo fisiologico che sostiene il ciclo mestruale è molto complesso in quanto necessita di collaborazione e coordinazione di diverse componenti anatomiche nella loro funzione come l’utero con la sua muscolatura, vascolarizzazione e innervazione, la colonna vertebrale e il bacino per collegamenti strutturali e neurologici, il cranio che custodisce l’ipofisi, ghiandola guida del sistema ormonale. Le prostaglandine determinano la contrazione dell’utero e spiegano la sensazione di crampi all’addome nei primi giorni del ciclo. Il tutto dovrebbe avvenire in assenza di difficoltà per il sistema o comunque in maniera limitata. Una percezione dell’avvenimento e una sintomatologia associata lieve può rientrare nella normalità, ma l’eccesso che porta al dolore debilitante merita attenzione. Prima di tutto è necessario verificare se sono in corso patologie a carico degli organi genitali come cisti ovariche, endometriosi etc. rivolgendosi al proprio ginecologo. Valutata l’assenza di controindicazioni al trattamento l’osteopata può essere d’aiuto ricercando le cause che limitano il buon funzionamento del sistema nel suo insieme e porre rimedio tramite stimolazione manuale delle strutture interessate. Spesso il sintomo viene messo a tacere ricorrendo ad analgesici o mettendo a riposo le ovaie evitando il problema, ma è importante dargli ascolto riconoscendo la difficoltà che, in alcuni casi, è possibile superare permettendo alla natura di svolgere il suo compito senza... read more

Tutti di corsa! O quasi…

Un’attività fisica sempre più diffusa tra le persone giovani e meno giovani è la corsa. Tanti sono i motivi: è un’attività economica, permette di stare all’aria aperta, non vi sono vincoli di orari (se non quelli dettati dalla luce solare ma molti si armano di luce frontale). Il numero di persone che si allenano lungo i navigli o per le strade della città, oltre che negli stadi comunali o su tapis roulant, diventa sempre più grande e lo si può riscontrare con l’elevata partecipazione alle gare podistiche organizzate nei diversi paesi. È una buona pratica sportiva perchè, tra le altre cose, riprende il nostro movimento fisiologico quotidiano: la camminata, con l’aggiunta di balzi e fasi di volo tra gli appoggi. Ma non per tutti può essere ideale ‘sopportare’ questi continui balzi in quanto sono richieste notevoli capacità di adattamento alle sollecitazioni che il corpo riceve. Ogni appoggio crea un’onda d’urto che deve essere in grado di dissiparsi tra le diverse strutture anatomiche. Se sono presenti delle restrizioni di mobilità le forze convergeranno su di esse facendo emergere il disequilibrio con conseguenti dolori o difficoltà. L’azione dell’osteopata può essere di valido aiuto a chi pratica sport in quanto, tramite il trattamento manuale, stimola il recupero di movimento delle strutture interessate al disequilibrio e quindi avvantaggia l’adattamento dell’intero sistema. Il dolore alla bendelletta ileo-tibiale o la lombalgia che possono comparire in seguito alla corsa ad esempio, sono il campanello d’allarme che il sistema emette, perché in difficoltà. Ogni parte del corpo, ogni singola cellula interviene nell’attività che svolgiamo e tutto deve essere in grado di affrontarla. La corsa è un’ ottima attività,... read more

Anche all’intestino è utile una mano…

Una buona funzionalità e regolarità dell’intestino è importante per il benessere psico-fisico della persona, ma purtroppo un’alta percentuale della popolazione soffre di disturbi come stipsi, coliti, gonfiori addominali etc. Ciò che determina e regola l’attività intestinale è un sistema molto complesso a cui prendono parte molteplici componenti anatomici come la muscolatura liscia di cui è formato il viscere, l’innervazione che mette in comunicazione l’intestino con la colonna vertebrale, il cranio e il sacro, la vascolarizzazione con i suoi molteplici collegamenti come fegato o diaframma. L’anatomia, la fisiologia e i collegamenti fra di essi sono alla base degli studi di un osteopata, per poter comprendere le origini del disturbo e quindi poter agire su di esse attraverso opportune tecniche manuali affinché la persona possa recuperare un buon equilibrio dell’intero sistema. In seguito al trattamento osteopatico è possibile ripristinare una buona efficienza dell’intestino ritrovando ritmi, buona regolarità, una migliore gestione delle energie ed eliminare eventuali altri disturbi correlati come, ad esempio, lombalgia, flautolenza o mal di testa. Per raggiungere e conservare un buon funzionamento dell’intestino è utile, in ogni caso, mantenere buone abitudini come praticare movimento quotidiano e attività fisica regolare, bere circa 2 litri d’acqua al giorno, seguire una sana dieta alimentare, e soprattutto rispondere ai bisogni al momento opportuno, evitando di inibire lo stimolo. Più ci si trattiene più lo stimolo tarderà a presentarsi alterando i ritmi e quindi la funzione. E’ importante sapersi ascoltare per mantener un buon stato di salute, come è importante comprendere per porre... read more

Poppate, pianti e sbadigli a volte non bastano

In genere si pensa che il neonato non abbia vissuto stress importanti tali da aver bisogno di sostegni manuali, ma tenendo conto del grande evento che li accoglie alla vita e le eventuali conseguenze i punti di vista possono cambiare. Alla nascita il neonato viene sottoposto a enormi forze mentre l’utero lo spinge contro le pareti del canale vaginale, deve ruotare e contorcersi mentre oltrepassa le ossa della pelvi nel suo viaggio breve ma altamente stressante, verso il mondo esterno. Per superare queste difficoltà le dimensioni del cranio si riducono con la sovrapposizione delle morbide ossa, si “deformano” naturalmente per permettere il passaggio dalle pelvi; alla nascita questi adattamenti possono essere evidenti, presentando forme craniche non equilibrate. Nei primi giorni di vita extrauterina, con l’inizio delle poppate, di pianti e sbadigli, la testa del neonato ha la possibilità di recuperare una buona forma e quindi una buona dinamica grazie alla sua plasmabilità. Tuttavia questo processo può risultare incompleto, causando difficoltà e tensioni. Il contenitore influenza il contenuto quindi un adattamento non armonioso del cranio che persiste nel tempo potrebbe facilitare la comparsa, anche negli anni successivi, di disturbi come difficoltà di drenaggio di muco, miopia, otiti ricorrenti o malocclusioni. Inoltre i collegamenti strutturali, fasciali e vascolo-nervosi lo mettono in relazione con tutto il corpo, la sua forma e funzionalità condiziona il tutto. In alcuni casi un aiuto esterno come il trattamento osteopatico, tramite una stimolazione dolce e appropriata, può favorire il recupero di un buon equilibrio a livello del cranio e quindi di tutto l’individuo, per una crescita lungo la via della... read more

Tutta colpa dell’ernia?

Una sintomatologia molto diffusa è la lombalgia o lombo-sciatalgia. Spesso, quando si vuole andare a fondo della situazione, si procede con esami diagnostici e si riscontrano protusioni o ernie discali, pensando quindi, siano la causa del dolore. Ma non sempre è così. Il disco vertebrale è come un cuscinetto che ammortizza e asseconda le vertebre tra le quali è interposto. Se le forze ascendenti e discenti che agiscono su di esso non sono in equilibrio il cuscinetto non può lavorare bene, mettendo a rischio la sua integrità. Quindi in una prima fase si può riscontrare la protusione, cioè il cuscinetto è un po’ sbombato ma l’anulus fibroso che contiene il nucleo polposo è ancora intatto; se le sollecitazioni persistono in maniera importante può degenerare in un’ernia, cioè la fuoriuscita di parte del nucleo polposo a causa della rottura dell’anulus fibroso. Spesso la protusione o l’ernia può esser vista come conseguenza e non come causa del disequilibrio e quindi del dolore. La causa che crea la lombalgia, può esser la stessa che, dopo diverso tempo, ha sollecitato il disco intervertebrale fino a farlo degenerare. È per questo motivo che eliminando le difficoltà di movimento e di funzione tramite la manipolazione dei tessuti dell’intero sistema le sollecitazioni possono risultare meno dannose, la circolazione locale può migliorare e quindi assorbire lo stato infiammatorio instaurato, le vie nervose possono essere libere nella trasmissione del messaggio e la sintomatologia può alleviarsi fino a scomparire. L’osteopata non rimette dentro l’ernia (come qualcuno si chiede), ma contribuisce nel creare le condizioni migliori affinché tutto possa funzionare al meglio ripristinando un equilibrio globale, con la collaborazione della persona... read more

Un valido aiuto in gravidanza

Durante i mesi di gravidanza la donna affronta diversi cambiamenti anatomici e fisiologici in quanto devenaccogliere e dare spazio al figlio che cresce in lei. La natura fa il suo decorso e il tutto può avvenire in modo armonioso ed equilibrato. Ma in alcuni casi possono insorgere delle difficoltà di equilibrio nell’adattamento alla nuova situazione: il carico diverso sulla colonna vertebrale, le variazioni delle linee di forza muscolo-schelettriche e delle funzioni viscerali lo mettono a dura prova. Così possono insorgere alcuni problemi specifici come lombalgie, lombo-sciatalgie, dolori e gonfiori agli arti inferiori; ma anche gastriti, difficoltà respiratorie, tachicardie o mal di testa. L’osteopata può essere un valido aiuto nell’affrontare la gravidanza, in quanto attraverso dolci manipolazioni, migliora l’elasticità dei tessuti, rende mobili le articolazioni, in particolare quelle del bacino e vertebrali e avvantaggia gli scambi vascolari facilitando l’equilibrio ormonale. Un buon lavoro sul diaframma, ad esempio, potrebbe dar sollievo a difficoltà gastriche, migliorare il lavoro epatico messo a dura prova, favorire la crescita armoniosa dell’utero nella cavità addominale. È importante che la struttura sia libera di adattarsi ai cambiamenti per una buona salute della mamma e del bambino. Un bacino in difficoltà di movimento potrebbe fornire al nascituro stimoli non equilibrati, potrebbe esser causa di una presentazione podalica o di un inconveniente alla nascita. Il buon equilibrio è il presupposto affinché la mamma possa vivere questo felice momento in serenità, il bambino possa crescere in armonia ed entrambi possano prepararsi nel migliore dei modi al grande evento che attende loro: il... read more

Bronchiti in agguato

In questo periodo di cambiamenti climatici e inevitabili frequentazioni di ambienti chiusi come aule o palestre le infezioni alle vie aeree, in particolare dei bambini, proliferano abbondantemente. Capita spesso che alcuni soggetti, in particolare in tenera età, siano preda di bronchiti che si ripetono durante tutto l’arco dell’inverno fino alla bella stagione o comunque per lunghi periodi. Se le prime infezioni non vengono risolte in maniera adeguata o se c’è terreno fertile in conseguenza ad alcune difficoltà riscontrate in passato a partire dal parto, è probabile che si ripresentino. Questo debilita l’organismo che successivamente avrà difficoltà a combattere l’agente esterno e la continua assunzione di farmaci, che si rende necessaria, non aiuterà l’intero sistema a ritrovare il benessere. È proprio lo stato di salute che bisogna ricercare, considerando l’individuo nella sua globalità. Seguendo tali principi l’osteopata agisce stimolando l’organismo attraverso specifiche manualità affinché questo possa reagire e combattere con le proprie forze secondo il principio dell’autoguarigione. Migliorare la risposta del sistema immunitario facilitando, ad esempio, il lavoro dell’intestino e del fegato, agevolare gli scambi gassosi a livello polmonare, liberare la struttura affinché si possa espandere e le vie vascolo-nervose siano libere di trasmettere i loro messaggi possono essere gli obiettivi del trattamento in queste situazioni. Per dei buoni risultati è importante, in ogni caso, prendere responsabilità della propria salute con giusti accorgimenti come fare attenzione all’alimentazione, svolgere attività fisica, passare del tempo libero all’aperto, adeguare l’abbigliamento alle temperature, cambiare l’aria degli ambienti chiusi e vivere situazioni... read more